Homo tecnologicus

Martedì 2 Febbraio 2010 - 08:35

di Massimiliano Scorza

Lavoro

Ho scoperto che i boss mafiosi possono ordinare omicidi dal carcere attraverso Facebook, mentre a me è vietato accedere a Facebook dall’ufficio.

La tecnologia, è dimostrato, avrebbe permesso di impedire l’accesso a Facebook a Colin Gunn. Coloro che avrebbero potuto usare questa tecnologia non lo hanno fatto per paura di rimostranze. Era sufficiente un filtro, ma…

L’esclusione del detenuto dall’accesso a Internet poteva in tal caso essere passato come una restrizione della libertà minima concessa.

.

Questa non è una notizia che si commenta da sola: è un fatto grave sul quale non riesco nemmeno a riflettere a mente fredda.

Se questo modello fosse applicato indistintamente in tutto il globo, saremmo messi di fronte ad un fenomeno che potremmo chiamare evasione virtuale con conseguenze reali.

La tecnologia è a nostra disposizione, questo è il vero danno: in mano alle persone sbagliate, può causare catastrofi.

Calando il ragionamento nei più svariati contesti lavorativi, non credo che faticherete a pescare aneddoti interessanti sull’uso scorretto o il non-uso degli strumenti tecnologici

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Commenti

1

ma in carcere è giusto permettere internet?!?!

e licenziare il responsabile?!?

# - postato da Paolo - 02 Febbraio 2010 - 11:31

2

Mah, Paolo… se hanno la tv possono pure avere internet…
anzi… (che forse la tv è parte della pena)

per il responsabile… che dire… è un caxxone… a me all’università riuscivano a filtrarmi e non farmi visitare che alcune e solo quelle pagine… ecchecaxxo…

# - postato da EsseZeta - 02 Febbraio 2010 - 12:04

3

io sono di quelli che i lavori forzati, e l’isolamento su un’isola deserta di detenuti e company, con disturbatore di frequenze, lo metterei in atto immediatamente…io capisco anche chi l’ha lasciato fare…tanto alla fine la gente si lamenta comunque, se si veniva a sapere che non gli era permesso internet…protesta, ora che si è scoperto che lo utilizzava a fini non troppo puliti (prevedibile)…protesta…

Sei in carcere, vai a spalare sabbia nel sahara…altro che TV e Internet!

# - postato da DD - 02 Febbraio 2010 - 12:49

4

Che pressapochismo…
Dalla più banale delle considerazioni reazionarie, della serie “io li manderei tutti a fare i lavori forzati” (poi magari una sera ti arrestano perchè sei ubriaco alla guida e poi lì mi faccio due risate), fino alla demonizzazione del medium. Poi ci lamentiamo dell’ignoranza di chi governa. Su tre commenti, già due chiedono la limitazione di internet, nella pratica. Quindi, secondo logica, dobbiamo togliere di mezzo anche carta e penna (quanto ci metto a ordinare di farti fuori con una semplice lettera scritta in “codice”? Due giorni in più, il tempo che arrivi la posta). Magari proibiamo anche i colloqui orali con figli e consorti. Un domani potremmo addirittura proporre l’abolizione dell’umanità. Così, sicuramente, elimineremo la delinquenza.

# - postato da Zimok - 02 Febbraio 2010 - 13:05

5

Alcuni mesi fa ho letto un interessante articolo su Wired.com a proposito dell’uso del cellulare in carcere. Molto utile a capire due cose:
1) se non si pone un limite, i carcerati riescono ad ordinare omicidi a modico prezzo, senza parlare di inquinamento di prove per chi e’ in attesa di sentenza (il caso riportato e’ di omicidio di un testimone che avrebbe dovuto prendere parte al processo).
2) i detenuti che hanno la maggiore probabilita’ di riabilitarsi una volta usciti sono quelli che mantengono i contatti con il mondo esterno, quindi una totale eliminazione della liberta’ di telefonare e’ vista come controproducente.
L’articolo mi pare fosse tendenzialmente contro una tecnologia di disturbo del segnale per evitare QUALSIASI comunicazione cellulare dal carcere, e si riportavano proposte alternative per non tagliare fuori tutti dal mondo esterno.

In Italia un boss mafioso e’ stato scoperto ad ordinare omicidi usando cartoline con immagini “in codice”… altro che Facebook.

E per chi non ha lo stomaco debole: attualissimo il film che ha vinto a Cannes, “Un Profeta”. Parla esattamente di questo. Molto molto bello (ma impressionante).

# - postato da pbattino - 02 Febbraio 2010 - 13:31

6

Io sono il primo sostenitore del carcere non come strumento punitivo, ma come privazione di libertà volta a proteggere i cittadini onesti mentre si cerca di rieducare il criminale.

Processo rieducativo che deve essere compiuto con umanità e grandissimo rispetto della persona, considerando comunque le difficoltà e la sofferenza che scaturiscono dalla galera.

Ma se fornisci Internet è normale che prima o poi qualcuno lo userà per continuare il suo business mafiosi, no?
Ma come ragionano?
E’ talmente ovvio che ci arriverebbe anche un bambino di 6 anni.

# - postato da Dario - 02 Febbraio 2010 - 15:15

7

@Dario:

[cite]Ma se fornisci Internet è normale che prima o poi qualcuno lo userà per continuare il suo business mafiosi, no?[/cite]

E quindi anche carta e penna, no?

# - postato da Zimok - 02 Febbraio 2010 - 15:24

8

I commenti hanno preso una piega diversa dal senso che volevo dare alla notizia…è rilevabile comunque, in positivo o negativo, un utilizzo scorretto della tecnologia (in questo caso Internet)…sbagliato voler vietare Internet ai carcerati, giusto pretendere che tale utilizzo sia filtrato e vigilato. Altrimenti prende atto l’evasione virtuale di cui parlavo.

# - postato da Massimiliano Scorza - 02 Febbraio 2010 - 17:26

9

@ Zimok:

non so come la vedi tu. io la vedo che il carcere dovrebbe essere puntivo come prima cosa e riabilitativo come seconda. Uno deve aver paura di entrarci e non dire “ma si tanto faccio tutto lo stesso”. Altrimenti non è riabilitativo ma solo uno spreco di risorse.

Se deve diventare un’hotel per delinquenti ci faccio un pensierino per entrarci anche io, tanto è tutto spesato dai poveri idioti contribuenti.

E per rimanere in tema, internet e le (tele)comunicazioni dovrebbero essere la prima forma di punizione e, quindi di soppressione, in carcere.

# - postato da Paolo - 02 Febbraio 2010 - 18:47

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