Non trattandosi un'azienda ma di un singolo sviluppatore, all'inizio ritrovarsi a dialogare direttamente con i propri clienti è apparso alquanto strano, per entrambi le parti, ma alla fine l'autore sarebbe riuscito a vivere un'esperienza per molti versi gratificante. Con le chiamate degli utenti è stato possibile identificare più rapidamente bug e imperfezioni critiche della propria applicazione, senza dover passare per i canali convenzionali che, di solito, sono riservati a persone più avvezze alle dinamiche IT.

Durante l'attività di assistenza è capitato spesso di ricevere chiamate dove sarebbe stato necessario inviare report completi sui bug, quindi lo sviluppatore ha man mano sviluppato la capacità di spiegare, anche a persone non del settore IT, il modo migliore per esporre un problema, senza scendere nei dettagli tecnici. Questo senza contare che, ascoltando direttamente gli utenti, è possibile immedesimarsi maggiormente in essi e via via capire meglio il proprio target di riferimento.

In pratica, tramite le chiamate è stato possibile per il developer migliorare le proprie capacità di ascolto, elemento che ha permesso anche di aggiornare l'interfaccia e le funzionalità e, di riflesso, rinnovare la user experience dell'applicazione. In un'azienda questi compiti vengono solitamente affidati a team dedicati e a focus group di utenti, ma per un singolo developer queste operazioni sono molto più complesse e richiedono un impiego di tempo notevolmente più elevato.

L'esperienza di Non Umemoto potrebbe diventare un'interessante caso di studio, rappresentando un esempio per altri developer indipendenti o, magari, per piccoli team indipendenti che vogliano avvicinarsi maggiormente alla propria user base.

Via Plumshell

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