Si tratti dell'uso intelligente delle call-to-action o dell'implementazione massima dei tag, un buon lavoro SEO permetterà di ottenere risultati importanti in termini di indicizzazione, anche in base alle ultime specifiche rese note da Google. Quali sono, di conseguenza, i trend da tenere sott'occhio per l'anno nuovo?

A rispondere a questa domanda ci ha pensato SearchEngine Journal, con una dettagliata serie di consigli per il 2018. Di seguito, quelli più rilevanti, non solo per le normali attività web, ma anche per quei siti più specificatamente orientati al marketing o alla vendita online.

Velocità e mobile

Velocità di caricamento e compatibilità mobile sono fra le caratteristiche a cui Google sta fornendo maggior peso negli ultimi mesi, almeno in termini di indicizzazione. In ottica SEO, è quindi necessario alleggerire il più possibile i siti e soprattutto le landing page, ottimizzando le immagini, evitando il caricamento automatico di media pesanti come i video e, naturalmente, scegliendo servizi di fornitura hosting e banda particolarmente prestanti.

Non è però tutto, poiché i motori di ricerca stanno anche avvantaggiando quei siti esplicitamente mobile-friendly, meglio se con una progettazione responsive anziché la predisposizione di una specifica versione mobile. A questo scopo, è consigliato inserire il tag "viewport" all'interno delle proprie meta e, se ancora non fosse stato fatto, effettuare un redirect delle versioni "m" del sito a quelle più moderne e responsive.

Keyword al posto giusto

È molto importante, per incrementare le proprie possibilità sui motori di ricerca, identificare le keyword più appropriate per il proprio sito. I motori di ricerca premiano parole chiave mirate, mentre tendono a penalizzare la cattiva usanza di riempire i meta delle proprie pagine di un numero spropositato di key, con la speranza di attirare traffico fortuito.

Le keyword prescelte, ovviamente, dovranno essere inserite dove possibile, prestando particolare attenzione ai meta principali della pagina e al title. Anche le singole pubblicazioni dovranno essere opportunamente curate, ad esempio provvedendo all'inserimento di paragrafi titolati con parole chiave - ovvero i vari H1, H2 e H3 - nonché prestando attenzione alle immagini.

Il nome del file dovrà sempre ricordare il soggetto mostrato - ad esempio "cane_labrador.jpg" anziché "DSC01234.jpg", quindi dovranno essere inseriti i relativi title e gli opportuni attributi ALT.

Eliminare i duplicati

Non capita di rado, soprattutto quando si gestisce un sito editoriale o un grande portale dedicato al commercio elettronico, di trovare molte pagine duplicate in archivio. Queste possono rappresentare un doppione in termine di URL - quali le varie versioni "-2.html" - oppure di argomento. È necessario quindi eliminare le versioni in sovrannumero, preservando quella che ha ottenuto un maggiore posizionamento sui motori di ricerca.

La pagina non dovrà essere semplicemente cancellata, per evitare un errore 404 è meglio predisporre un redirect al contenuto che si è deciso di mantenere. Ancora, si può agire a livello di robot con la direttiva disallow.

Call-to-action e nofollow

Hanno rappresentato una delle risorse in più rapida crescita nel 2017 e, con molta probabilità, otterranno il medesimo successo nel 2018. Le call-to-action sono essenziali non solo per coinvolgere l'utente, ma anche per agire direttamente sulle conversioni e sulla frequenza di rimbalzo. Bisogna prestare attenzione, però, poiché i motori di ricerca premiano lo strumento se ben confezionato, ovvero quando non scade nel baiting più esplicito.

È quindi importante scegliere collegamenti che effettivamente abbiano un'attinenza con il tema trattato, affinché condividano le medesime keyword, nonché invitare gli utenti con messaggi informativi anziché sensazionalistici. Utile è il ricorso a parole come "Scopri", "Prova", "Scarica" e "Prenota", meglio se con un collegamento di solo testo, maggiormente comprensibile dai crawler dei motori di ricerca anziché i pulsanti grafici.

Altro fronte su cui prestare attenzione è quello dell'inserimento del nofollow nei collegamenti esterni, ultimamente spesso abusato. L'obiettivo non è quello di escludere dalle attività di indicizzazione qualsiasi concorrente, bensì di creare collegamenti sensati. Google, ad esempio, premia l'uso del nofollow quando davvero necessario, ad esempio quando un link esterno rischia di puntare a una risorsa malvista dallo stesso motore, mentre ne punisce l'abuso.

Via SearchEngine Journal

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