OpenSUSE è una delle distribuzioni più longeve e affidabili attualmente in circolazione, da qualche tempo a questa parte i suoi sviluppatori hanno deciso di modificare la filosofia alla base del progetto e di adottare un approccio più da distribuzione rolling release, cambiamento evidenziato dalle caratteristiche di openSUSE Tumbleweed.

Questa dimensione inedita avrebbe attirato un bacino di nuovi utenti che hanno modificato radicalmente le proprie abitudini, arrivando fino a portare alla migrazione da Arch Linux alla distribuzione di SUSE. É il caso di Swapnil Bhartiya, giornalista di ITWorld, che in un recente articolo ha spiegato la storia della sua migrazione e il relativo abbandono “dell’amata Arch”.

Bhartiya racconta come il processo di migrazione sia stato graduale. Inizialmente egli avrebbe provato openSUSE Tumbleweed su macchina virtuale, prima di installarlo su disco rigido; La distro lo avrebbe quindi impressionato favorevolmente sin da subito.

Gli elogi che il giornalista ha riservato alla distro riguardano praticamente tutti gli aspetti di openSUSE: l’installazione sarebbe stata semplice e indolore, quella dei pacchetti semplice ed efficace; a sorprenderlo sarebbe stata soprattutto la gestione del sistema, definita “grandiosa” grazie a YaST, tanto da affermare che ogni distribuzione dovrebbe integrare l’equivalente di YaST.

Un’analisi non priva di entusiasmo su una delle distro più interessanti tra quelle oggi in circolazione. Anche se, ad essere onesti, l’autore avrebbe comunque deciso di continuare a utilizzare Arch Linux sulla sua macchina principale per la possibilità di aver qualsiasi pacchetto a disposizione a discapito della stabilità di sistema.

Via | IT World

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS
CommentaDi' la tua

Il tuo indirizzo email non sarà mostrato pubblicamente. I campi obbligatori sono contrassegnati da *