Le conclusioni riportate in un'infografica pubblicata di recente da WpEngine sembrerebbero confermare che anche tempi di latenza molto brevi potrebbero tradursi in perdite economiche rilevanti; nel caso specifico, un solo secondo in più sarebbe in grado di generare decrementi pari all'11% per quanto riguarda le page views, del 16% relativamente al livello di soddisfazione del cliente e di circa il 7% nelle conversioni.

Data l'offerta e il panorama estremamente concorrenziale della Rete gli utenti tenderebbero a concedere raramente "seconde possibilità" ai siti Web caratterizzati da tempi di caricamento prolungati, questi ultimi si rivelerebbero quindi determinanti nel pregiudicare ogni possibilità di fidelizzazione. Pagine particolarmente reattive si dimostrerebbero invece necessarie per l'affermazione di un brand, un marchio ricollegato a pagine veloci avrebbe in media il doppio delle possibilità di assicurarsi una reputazione positiva.

Riduzione delle richieste HTTP, compressione delle immagini e un approccio minimalista per quanto riguarda il Design, ma la lista degli accorgimenti utili potrebbe continuare a lungo, significherebbero quindi anche un maggior numero di conversioni, di entrate e di ritorni d'investimento; per fare un esempio riguardante un sito molto frequentato come quello della Fondazione Mozilla, si sarebbe calcolato che un risparmio di tempo pari a 2.2 secondi potrebbe incrementare di 60 milioni di unità all'anno i download del browser Firefox.

Nello stesso modo, un colosso del commercio elettronico come Amazon potrebbe registrare un aumento delle revenue pari a circa l'1% (parliamo quindi di milioni di dollari) attraverso un miglioramento della velocità di caricamento delle pagine pari a 100 millisecondi.

Via WpEngine

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