Tutti devono imparare a programmare?

venerdì 1 giugno 2012 - 9:56

di Claudio Garau

Recentemente Coding Horror ha pubblicato una riflessione ironica sul tema “everyone should learn programming“, una critica neanche tanto velata al concetto per il quale imparare a programmare sia una competenza equiparabile (per complessità  e necessità ) alle capacità  di leggere e scrivere; l’assunto di base è che l’approccio verso il coding di chi non ne conosce i diversi aspetti sia particolarmente semplicistico.

Tale atteggiamento sarebbe dovuto ad alcune false convinzioni:

  • pensare che una maggiore produzione di codice possa considerarsi un fenomeno positivo, quando invece per un programmatore è vero esattamente il contrario, minore è il codice digitato migliore è il risultato ottenuto;
  • credere che il lavoro di un programmatore consista appunto nello scrivere codice e non, come nella realtà , nel risolvere problemi;
  • sopravvalutare l’importanza del metodo e dello strumento utilizzato rispetto a quella del problema, ignorando che il compito del coder è quello di anteporre il ragionamento alla digitazione;
  • supporre che imparare a programmare, anche se male, sia comunque un fattore positivo perché crea occasioni di lavoro;
  • convincersi del fatto che tra l’imparare a programmare e guadagnare con il coding il passo sia breve.

Riflessioni in buona parte condivisibili da estendere anche ad altri settori come quello dello sviluppo e del design, che propongono tra le righe anche una possibile soluzione al problema: scrivere meno codice possibile, possibilmente non scriverlo affatto.

Via | Coding Horror

Categoria: Lavoro | Commenta

Commenti per Tutti devono imparare a programmare?

io é da tanto tempo che quando mi chiedono “che lavoro fai?” rispondo: “risolvo problemi” perché in realtà  sarei programmatore, ma cerco sempre di non scrivere codice ma di utilizzare tutto ciò che esiste nella natura informatica, prettamente nel mondo open source

# - Postato da marco 1 giugno 2012 alle 11:05

“anteporre il ragionamento alla digitazione” questa é la parte più importante, e più difficile quando si é con scadenze “per ieri”, ma che danno più soddisfazioni quando si riesce a farlo

# - Postato da markux 1 giugno 2012 alle 11:15

Sicuramente imparare a programmare (anche male) permette di usare i software con più consapevolezza, di capirli meglio e quindi di usarli con più efficacia.
Ma come tutte le cose richiede del tempo che nessuno ha (o non vuole perdere): basti pensare al fatto che windows regna sovrano perché con linux bisogna reimparare molti punti di riferimento…

# - Postato da Giacomo1 1 giugno 2012 alle 11:40

condivisibile (tranne meno codice = codice migliore che non é sempre vero) ma secondo me il problema é la divisione del lavoro, serve una figura progettista che mette in comunicazione il cliente con il codice, l’esigenza con la soluzione. Fare one man show é possibile ma molto più faticoso e spesso controproducente (vieni pagato come programmatore, non come progettista/consuletne/programmatore ecc ecc)

# - Postato da sunny 1 giugno 2012 alle 11:45

Secondo me il problema va spostato molto più alla base. Il concetto che il saper programmare dovrebbe essere un tipo diffuso di conoscenza non deriva dal fatto che apra a sbocchi lavorativi o neanche alla necessità  di avere programmatori in maggior numero.

La programmazione (a mio avviso dei linguaggi web come prima scelta) dovrebbe essere insegnata nelle scuole medie e superiori con lo scopo stesso scopo con cui avviene l’insegnamento dell’educazione tecnica, della filosofia, dell’analisi matematica, etc…

Quei moduli non hanno lo scopo di creare ingegneri, o letterati all’uscita dalle scuole dell’obbligo. Lo scopo degli insegnamenti generalisti é dare una forma mentis di approccio ad un problema ed espandere le capacità  integrative di un cervello in formazione fornendo spunti sul più grande range di informazioni possibili.

Queste conoscenze non ti saranno poi indispensabili nella tua occupazione futura forse ma diventeranno parte integrante della tua coscenza e del tuo approccio al mondo esterno. Noi siamo una somma o più delle nostre conoscenze e esperienze passate. Io penso, per esperienza personale, che la risoluzione di problemi tramite comandi logici strutturati siano un mattoncino che dovrebbe essere reso disponibile alla formazione di qualunque individuo, al pari delle lingue classiche, filosofia, storia dell’arte, musica etc…

Se poi vogliamo vederla da un punto di vista più pragmatico dobbiamo considerare alcune cose. La nostra società  corre verso un’integrazione sempre più stretta con l’informazione e con l’informatica (singolarità ?). Affinché le generazioni del futuro si adattino meglio a questo ecosistema rivoluzionario in cui stanno crescendo é necessario che posseggano una conoscenza la più adeguata possibile del funzionamento del suddetto ecosistema, in modo da usufruirne con vantaggio e contribuire in maniera positiva al suo sviluppo.

Cheers

# - Postato da Bakaburg 5 giugno 2012 alle 00:39

html e css + uso basilare di un programma di grafica, nelle scuole dell’obbligo e sin dalla prima elementare, per la programmazione si puo’ parlarne si ma solo dopo… Non ci possono essere dubbi ne margine di discussione ad una cosa del genere OGGI, ma il punto rimane CHI LI INSEGNA visto che se prendi un docente qualsiasi la prima domanda che ti fa e’ PERCHE’, e subito dopo CHI LI PAGA GLI “AGGIORNAMENTI”? In pratica a questi sembra proprio non interessare di essere nelle stesse condizioni del militare di un tempo che pagava l’amico che “sapeva leggere e scrivere” per “complargli” una lettera da inviare all’amata… semplicemente perche’ SIAMO IN TANTI messi cosi e i problemi sono ben altri… qui si fa fatica a fargli imparare a leggere e scrivere il normale alfabeto… in una societa’ multietnica dove e’ gia’ un problema capire come dialogare con il bimbo che parla a malapena la nostra lingua ect.ect. Se gli dici che il linguaggio di base per il web potrebbe essere insegnato ed appreso senza pronunciare una sola parola ti guardano come un matto. Per contro ti capita di insegnare i rudimenti del funzionamento di un database ad una classe di docenti che ha deciso di installare WordPress per la propria scuola…. e siamo messi da ridere hihi…

# - Postato da Neck 5 giugno 2012 alle 10:01

sottoscrivo tutto, aggiungo che c’é spesso la tendenza a far progettare siti a chi si occupa di programmazione e poi mettere in mano queste idee teoriche ai programmatori perché le realizzino, magari dando loro anche le tempistiche invece di chiedergliele :-)

Sul metodo: personalmente vorrei che ai corsi di programmazione si insegnasse all’inizio la metodologia in astratto: almeno una metà  delle persone scapperebbe subito via spaventata dalla poca “praticità ”, e gli altri (quelli rimasti, evidentemente armati da curiosità  e voglia di imparare a risolvere problemi appunto, non di scimmiottare o “smanettare”) diventerebbero ottimi programmatori ;-)

# - Postato da seralf 7 giugno 2012 alle 17:59

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