Spunti dal SESit2007, per un SESit2008 migliore

Venerdì 1 Giugno 2007 - 08:33

di Francesco de Francesco

Motori di ricerca

Non sto a fare il riepilogo di tutto ciò che si detto e fatto, perché ne troverete mille indicazioni sulla blogosfera italiana. Io, invece, vorrei offrire qualche spunto per migliorare l’edizione del prossimo anno, mettendomi nei panni di un possibile allievo.

Come alcuni di voi sanno, quest’anno non ero tra i relatori e quindi ho potuto sedermi in platea per ascoltare ed osservare. Ovviamente ne ho approfittato per chiacchierare con i presenti.

Comincerei con la definizione del tipo di evento. Onestamente non mi pare corretto parlare di corso, semmai bisognerebbe parlare di incontri o presentazioni. “Corso” vuol dire che qualcuno insegna ed un altro impara, cosa impossibile con interventi di quindici minuti (venti al massimo) e con cinque o dieci minuti al massimo per le domande, in un’aula con cinquanta persone. Capisco che sia un format che non si può modificare, ma la comunicazione si potrebbe modificare eccome. Chi è interessato a conoscere operatori, confrontarsi, sentire (non imparare) il parere di altri, interverrebbe comunque, ma si eviterebbero aspettative poi deluse.

Bisognerebbe ridurre il livello delle “marchette” portandole a zero. Si può concedere ad un motore di parlare di sé stesso, dato che è l’argomento centrale, ma ciò non dovrebbe valere per gli altri. Un conto è una case history, diversa è l’elencazione di servizi e prodotti. A questo fine, credo sarebbe giusto inserire un esplicito punto sul modulo di feedback.

Relatori e moderatori, secondo me, dovrebbero essere scelti anche per la loro capacità di comunicare. Per quanto brava una persona possa essere, secondo me, se poi non è in grado di comunicare efficacemente, alla platea arriva un messaggio incompleto se non addirittura distorto. Ricordiamo che si paga mille euro per accedere all’evento.

I relatori si dovrebbero coordinare tra loro in modo da evitare ripetizioni inutili, quando non evidenti gaffe date da contraddizioni. Non ritengo sostenibile la tesi che il diverso parere possa essere utile, dato che poi non c’è il tempo di discuterle e motivarle. In platea si sentono solo tre diverse indicazioni sullo stesso tema, con grande disorientamento, visto che non c’è poi un contraddittorio tra chi le ha esposte.

In relazione al fatto che i quindici/venti minuti per relatore non si toccano (causa il format), bisognerebbe far sì che l’insieme dei tre interventi costituisca un percorso che nella somma delle tre esposizioni dia un contenuto organico. Ci hanno provato, riuscendoci perfettamente, Miriam Bertoli, Nereo Sciutto e Susan Geraeds nell’incontro Scrivere per i motori di ricerca. Secondo me il meglio riuscito del SES, nonostante fosse stato indicato come base.

Le indicazioni date ai relatori andrebbero fatte rispettare, anche non invitando più il relatore all’anno successivo. Credo che gli intervenuti, in quanto paganti, abbiano dei diritti. Quindi, niente preambolo sull’azienda, indicazione del parco clienti, dati per il contatto, ecc. ecc. Chi vuole, può chiedere alla fine dell’incontro contattando direttamente il relatore.

Secondo me, inoltre, i relatori andrebbero pagati. Il fatto di gratificarli della visibilità che ne ottengono è proprio il motivo per cui si creano poi gli altri problemi. Il relatore invece dovrebbe sentirsi al servizio degli intervenuti e non l’inverso. Ovviamente se viene gratis, è chiaro che non può essere così, anche se per la propria etica, molti sono stati correttissimi (ma ne bastano due per inficiare il lavoro di tutti).

Dato che parliamo di mille euro, credo che anche i dettagli andrebbero meglio curati. Parlo di una migliore traduzione (anzi, di una localizzazione) dei testi e della comunicazione generale, a partire dai totem di benvenuto. Anche la location andrebbe scelta con criteri diversi rispetto agli attuali. Forse meglio un quattro stelle, invece che cinque, ma con la possibilità di connettersi senza spendere 16 euro (meglio ancora gratis, visto la cifra pagata), con bagni che non vengano puliti alle 9 di mattina lasciandoli inagibili per 30 minuti, proprio quando molti ne hanno bisogno prima di entrare in sala. Inoltre alla direzione dell’albergo andrebbe chiesto che gli interventi ad una manifestazione che si tiene nelle loro sale, regolarmente pagate, suppongo, siano a tutti gli effetti considerati clienti della struttura, per evitare che qualcuno si senta dire, a fronte di una richiesta fatta – “Scusi, sa, ma noi questo lo riserviamo solo ai clienti”.

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Commenti

1

Fra, tra i vari commenti che ho ho visto in rete il tuo è sicuramente il più obiettivo. I punti “migliorabili” che hai elencato risultano ancora più fastidiosi se consideriamo che il 90% della platea era costituita da addetti ai lavori.
Zero marchette, grande spazio ai case studies (ma perchè c’è sempre questa paura ad “esporsi”?) e agli argomenti caldi del momento .
Positivo invece il continuo ribadire di compilare i fogli di valutazione, in previsione, appunto, di un migliore SES 2008 :-)

# - postato da mikk - 01 Giugno 2007 - 09:41

2

Fra, ci sono veramente rimasto , che non vengano pagati i relatori, e quindi la domanda sorge spontanea:
perchè io faccio pagare un servizio, se chi mi fornisce di questo servizio(i relatori) lavora gratis? A questo punto il costo del biglietto, dovrebbe giusto essere ecquo per pagare la location.
No?
Ciao

# - postato da Marco - 01 Giugno 2007 - 10:31

3

Un paio di mie considerazioni a margine di un tuo intervento comunque corretto sotto molti punti di vista.

1) Lo SES non è un corso e nessuno lo ha mai presentato come tale. E’ un evento al quale partecipano addetti ai lavori, clienti, prospect e quanti vorrebbero imparare per magari farne un lavoro. Lo SES è un evento “a scopo di lucro”, per gli organizzatori (che per questo fanno pagare il biglietto) e per le aziende che lo sponsorizzano (alle quali, me lo permetterai, interesserebbe una partecipazione di aziende, non di altri addetti ai lavori. Per imparare ci sono i corsi ad hoc, che servono anche di più, e tu lo sai bene:-)

2) le “markette” pubblicitarie. Sono perfettamente d’accordo sul fatto che il relatore debba portare esperienza, non vendere i propri prodotti. Trovo invece onesto (ok, qui sono di parte) che il relatore possa fare una breve (sottolineo breve) presentazione di sè e dell’azienda per cui lavora. Questo consente di “ripagare” l’azienda visto che, come hai detto, non ci guadagna nulla dal mandare un suo relatore (non solo non si è pagati, ma anche le spese sono tutte a carico del relatore, che ci guadagna solo il biglietto d’ingresso), ma anche di qualificare agli occhi della platea il relatore, da dove arrivi, sulla base di quale esperienza parli. In un settore in cui molti si inventano esperti, non è cosa da poco.

# - postato da Marco Loguercio - 01 Giugno 2007 - 12:08

4

Ciao Marco :)
Veramente è proprio sulle pagine del sito ufficiale che dicono “Cosa imparerai…” e fanno una lista :)
Non usano esplicitamente la parola corso, hai ragione, però tutto è venduto come “vieni ad imparare qualcosa”.

Che poi partecipino aziende o privati, io non credo cambi qualcosa nella necessità di rigore della comunicazione. Se si chiede a tutti gli interventi paganti (ed io ne ho sentiti parecchi), molti sono venuti “ad un corso” e se ne sono tornati indietro risollevati solo per un paio di interventi (tra cui uno tuo).

Per le markette, beh un minuto di presentazione di sè stessi non ci sta male e sono convinto che faccia addirittura bene, anche solo per contestualizzare. Però tu sai bene che c’è stata gente che ha fatto 9 minuti parlando di sé sui 15 che aveva a disposizione… e non sto parlando di MSN, Yahoo ed ASK, che sono gli unici autorizzati a farlo.

Poi ovviamente molti sono stati correttissimi, ma quei pochi sono stati visti piuttosto negativamente a svantaggio anche degli altri. Per inciso, almeno due di loro avevano fatto la stessa cosa l’anno scorso eppure sono ancora lì, il che vuol dire che all’organizzazione sta bene…

# - postato da fradefra - 01 Giugno 2007 - 12:30

5

Condivido quanto detto e rilancio:

1) Secondo me pagare i relatori sarebbe anche eccessivo.
Considero il fatto che le aziende ricevono già un’ottima visibilità dalla sola presenza dello stesso relatore; non ha caso si dice sempre Nome Cognome di X Azienda.

2) Lo IAB insegna che per organizzare queste cose non dobbiamo aspettare che un’azienda americana decida quando e se venire in Italia e pretendere 800 euro di ingresso… Perchè non organizziamo noi italiani sul modello IAB, ovvero interessante, utile, affollato e gratuito.

Non so le aziende che hanno pagato gli stand per 70 visitatori reali… di cui magari la metà o tre quarti addetti ai lavori…

3) Perchè non unire IAB e SES in un solo grande appuntamento?
Non dico di far rivivere il Web.it (che comunque tanto male non era); magari 3 giorni invece di 2, in modo da avere un appuntamento più interessante sia per gli addetti ai lavori, sia per le aziende “clienti”, sia per le aziende “venditrici”.
Che magari portando 5-6000 persone invece di 70 qualcuno dei grandi si degna di venire…

;)

# - postato da Fabrizio Ventre - 01 Giugno 2007 - 12:43

6

Condivido quanto detto da Marco e anche molto di quanto espresso da Francesco.
Probabilmente il marchio americano da solo non è in grado di di sostenere in Italia la dovuta visibilità all’evento che reputo invece corretto avere vita propria.
Inoltre, ho incontrato molte persone paganti partecipanti. Credo che più le persone erano “marketing oriented”, più hanno apprezzato l’evento e valutato ben spesi i soldi.
Certo, vedere invece gli stand frequentati soprattutto da addetti ai lavori non è proprio il massimo. Anche se ciò ha dato più tempo ad approfondire le relazioni.. :)

Forse nel futuro qualcuno potrà organizzare un evento dedicato al Search Marketing con carattere più divulgativo, senza ciòè la monetizzazione sui partecipanti se non in forma molto marginale? Credo proprio di si…

# - postato da Andrea Cappello - 01 Giugno 2007 - 13:30

7

Andrea, se ne parlava sia al SES, sia al dopo-SES, dell’idea prima o poi di organizzare autonomamente qualcosa. In verità se ne parla da anni. Chissà se prima o poi… :-)

# - postato da fradefra - 01 Giugno 2007 - 14:53

8

Trovo molto costruttivo il tuo post. Per quanto riguarda i seminari, prima di tutto grazie. Dalla mia esperienza, buona parte del merito di un seminario bilanciato va al moderatore, oltre che alla disponibilità degli speaker. Nel nostro caso Giorgio Tave ci ha tenuti in stretto contatto nelle settimane di preparazione, in modo da evitare sovrapposizioni e preparare tre interventi il più possibile bilanciati.

# - postato da Miriam Bertoli - 01 Giugno 2007 - 16:22

9

Ciao a tutti e grazie Francesco anche a nome mio.

Vorrei comunque segnalare che ogni relatore del SES riceve un documento “di istruzioni” su come preparare il proprio speech in cui è richiesto nero su bianco di utilizzare al massimo una sola slide per presentare la propria aziende/referenze/servizi.

Ci sono anche guidelines su come comportarsi quando si citano i propri clienti o case study.

Purtroppo a volte non è neanche malafede… da buoni italiani c’è sempre il dubbio di non aver voluto leggere “le istruzioni”, o no? :-)

# - postato da Nereo - 01 Giugno 2007 - 18:20

10

Ciao a tutti.
Concordo con Marco Loguercio, il SES non è un corso, nè un evento orientato agli addetti ai lavori a mio avviso.

Se qualcuno che lavora nel Search Marketing non sa o non conosce i sei punti elencati nella pagina principale del SES Italia (alla voce “cosa imparerari”), allora vuol dire che non è uno del settore. Come ben ha detto Miriam, dipende tanto anche da moderatori e relatori. Nella sessione sulle landing page devo dire che Tiziano ci ha sottolineato molto bene, nei nostri incontri pre-SES, i punti chiavi della sessione considerando la criticità della tempistica a disposizione.

Sulle “marchette”… che dire… un piccolo spot di 15 minuti non si vede neanche al cinema… :)

Comunque concordo con te Francesco, il SES dovrà essere migliorato, oppure è l’opportunità per far nascere l’evento italiano sul Search Marketing, proposte concrete?

# - postato da Johnnie Maneiro - 02 Giugno 2007 - 17:49

11

Grazie mille per la consueta costruttività di Francesco e dei feedback du tutti.

Quest’anno sono già stati “bannati” (tanto per rimanere in tema) alcuni relatori e lo farò anche il prossimo anno, ma per favore, fate pure i nomi (in privato se volete).

Io ho sentito una trentina di speech (la metà del totale più o meno) e solo per uno posso parlare di marchetta. Come giustamente dice Marco, una slide aziendale ci sta, nulla di più e mi sembra che questo sia successo quasi sempre a questo SES.

No dico, ma agli altri convegni ci andate? Nel 99% dei casi (anche gli eventi paid) io trovo SOLO markette…

Una precisazione sui tempi: tranne le 2 sessioni inziali ed i forum, le altre 15 sessioni circa hanno avuto 15 minuti di Q&A e 20 minuti per relatore. Magari poi sembra che i tempo voli… ;.)

# - postato da Mauro Lupi - 02 Giugno 2007 - 18:43

12

Ciao Mauro, grazie della tua presenza ed intervento.

Sono contento del fatto che tu ritenga costruttiva qualche indicazione e ti auguro di riuscire (so che non puoi far tutto come vorresti) ad un ulteriore miglioramento del SES del prossimo anno.

Sono stato relatore a quello dello scorso anno, ho partecipato in sala come interventuo a quello di quest’anno e alcuni miglioramenti si sono visti.

Se ce ne fossero altri, ancora meglio :-)

All’anno prossimo, quindi :-)

# - postato da fradefra - 04 Giugno 2007 - 10:26

13

Visto che per motivi tecnici (spero…) il modello valutativo on-line era stato già chiuso il giorno successivo all’evento, impedendomi dunque di compilarlo e di inviare il mio feedback, approfitto di questo spazio per dare altri spunti personali…

- Il costo (come già stra-detto) era forse eccessivo. Avrei preferito non mangiare (TANTO), assistere all’evento in un hotel a 4 stelle e risparmiare qualcosa, visto che ho fatto 2000 km (da Bari) solo per viaggiare…

- Meno pause e più tempo per le sessioni. D’accordo che l’attenzione cala dopo un’ora ma c’erano troppi vuoti e pause che potevano essere spese per domande o proprio per i relatori. Il tempo a disposizione 15/20 minuti era a mio avviso, e in alcuni casi, troppo poco: lo speaker sfiorava solo l’argomento principale senza entrare nel vivo del problema.

- Mi sarebbe piaciuto - ma forse non era questo il “momento” - per apprendere qualche “segreto” o consiglio su google analytics (se ne è parlato tanto), strumento essenziale per il sem

- Avrei gradito anche qualche “critica” (soggettiva) a grossi siti web. Ho apprezzato molto la presenza di Venere.com (in quanto molto conosciuto) e sarebbe stato interessante poter studiare e apprendere dagli errori degli altri… Qualcuno avrebbe potuto commentare un sito come Monclick e verificare effettivamente se la struttura grafica delle landing-page fosse corretta…. Anche analisi “psicologiche” (e qui mi linko alla prima domanda di Francesco fatta al SES) sugli utenti (dove guardano, cosa prediligono, ecc…) poteva essere utile…

- Ultimo suggerimento: il SES mi è sembrato orientato solo al SEM più che al SEO. Da Informatico direi forse che non ci vuole molto a fare del SEM (i risultati, naturalmente, si vedono con l’esperienza e la bravura) ma il SEO è tutt’altra cosa: domini con le parole chiave, title, liste, div, link e tutto ciò che riguarda la programmazione… Un aspetto più tecnico ma, penso, complementare e fondamentale di cui se ne è parlato veramente poco! Quando ho osato fare una domanda più tecnica, i 4 speaker si sono guardati tra loro e hanno passato la parola al pubblico… Se volete mi candido io per il prossimo SES su una sessione SEO. Qualcosa di più tecnico e più interessante riesco forse a dirlo :-)))

P.S: Saluti a Francesco: è stata la mia “guida” al SES e mi ha fatto veramente piacere conoscerlo dal vivo!

# - postato da Daniele Rutigliano - 04 Giugno 2007 - 15:53

14

Forse Francesco ricorderà un mio post su Mlist, in cui esprimevo molti dei dubbi a cui ha qui dato voce lui stesso (sicuramente in maniera più autorevole).
Tra i relatori (così come l’anno scorso) ci sono alcuni tra i professionisti più rappresentativi del settore e hanno sicuramente parlato degli argomenti più interessanti oggi sul tappeto.
Anche quest’anno però mi pare di capire che il vero valore aggiunto del SES italiano siano stati soprattutto i contatti personali e gli spunti di riflessione forniti.
Considerato però che gli spunti di riflessione si possono avere anche leggendo un blog, la domanda è: quanto vale tutto ciò?
Per un operatore del settore: sicuramente tantissimo (secondo me molto più di 1000 euro).
Per un azienda medio-piccola che non fa il suo business on line (90% di quelle italiane): dipende.
La chiave è tutta qui.
Nel nostro paese questo evento ha ancora bisogno di maturare, così come il mercato a cui si rivolge.
Pur avendo scelto quest’anno di non partecipare, secondo me la strada è quella giusta e penso che nel giro di qualche edizione il tasso di markette tornerà ad essere accettabile anche per i palati più fini.
Saluti e baci

# - postato da Gianpaolo Lorusso - 04 Giugno 2007 - 19:37

15

Gianpaolo, come hai ragione :-)
Io sono sicuramente convinto dell’importanza di incontri tra operatori-clienti-appassionati.
Scherzando, al ristorante brasiliano dove ci siamo trovati in 35 (Grazie a Salvatore Carriello per l’organizzazione), provocatoriamente dicevamo che forse Mauro Lupi potrebbe, per il prossimo anno, organizzare direttamente il Dopo-SES, saltando a piè pari il SES.
a Mauro, non t’arrabbiare, scherzo ovviamente.

Però non scherzo sul fatto che di sera di cose interessanti ne sono uscite veramente molte.

Daniele, su Google Analytics quello che andrebbe detto è che ad oggi, finché non sistemano alcune gravi carenze (a tal proposito ho scritto ieri a Google), è decisamente meglio lasciarlo perdere, per la vera Web Analysis. Io lo uso a fini sperimentali, professionalmente uso Conversion Lab, ma alcune cose rendono letteralmente impossibile fare analisi in modo serio. Ma di questo ne scriverò in alcuni post successivi.

# - postato da fradefra - 05 Giugno 2007 - 09:21

16

Un evento è un evento e il SES in quanto tale, dovrebbe interessare già dalla pubblicazione degli argomenti, dai relatori che interverranno, dal tipo di organizzazione, la struttura che accoglie i professionisti della rete ecc…

Sul costo, un fattore che scoraggia tantissime piccole e medie aziende che rinunciano l’invio di responsabili IT, dovrebbe far pensare anche questo aspetto.

Nulla contro la manifestazione e chi l’ha organizzata; questo non è il tono ne il modo per discutere tra professionisti, il bello sarebbe partecipare ad un evento unico e gli italiani e i SEO della nostra piccola penisola, ne hanno, secondo me, le possibilità.

Esperienza, questa passata, che deve far riflettere, raccogliere tutti i feedback per incominciare da subito ad immaginare un prossimo SES. Onore al merito a chi ad oggi ha organizzato e l’augurio per il prossimo EVENTO sperando anche in una partecipazione nell’organizzazione di giovani leve.

Alex

# - postato da Alex DbaTrade - 08 Giugno 2007 - 19:57

17

Hey Miriam…

è stato proprio facile fare il moderatore con Te, Susan e Nereo :)

Ho ricevuto feedback molto molto positivi, sono felicissimo di questo ;)

# - postato da Giorgio Taverniti - SES Milano - 08 Giugno 2007 - 21:37

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