Sun, Oracle e il futuro di Java

Lunedì 1 Febbraio 2010 - 08:34

di Giuseppe de Santis

Java

A nove mesi dal primo annuncio e dopo l’ok definitivo della Commissione Europea è arrivata l’ufficialità: l’acquisizione di Sun da parte di Oracle è da considerarsi completa. Quasi contemporaneamente, sono state rese pubbliche le strategie di Oracle sui prodotti Sun.

Senza soffermarsi su prodotti quali OpenOffice, VirtualBox, Solaris o MySQL, il cui futuro pare essere garantito a dispetto di timori e speculazioni (ma per il popolarissimo DBMS open source è comunque pronto un fork), Oracle dimostra ancora una volta di voler puntare forte su Java. Le premesse, del resto, erano incoraggianti: basti pensare al framework ADF, o all’influente presenza di Oracle in JCP come nell’Eclipse Foundation.

Le novità più attese erano forse quelle sul linguaggio Java: il 2010 dovrebbe essere l’anno di Java 7, a più di tre anni dall’ultima versione stabile (Mustang, fine 2006). C’è, tra l’altro, la possibilità che venga meno la distinzione tra Java SE ed ME, a conferma di come lo sviluppo mobile vada assumendo una posizione sempre più centrale; analogo discorso per le RIA, con ulteriori investimenti garantiti sul sempre più promettente JavaFX.

Molto interessante l’accento posto sulle performance della JVM, per cui è previsto l’utilizzo di codice proveniente sia da HotSpot (ad oggi la virtual machine ufficiale di Sun per desktop e server) sia da JRockit, nonché un miglior supporto alle architetture multicore.

Lato enterprise, l’application server Glassfish, finora a marchio Sun, continuerà ad essere parte integrante di Java EE 6 e resterà open source, fermo restando che la soluzione riferimento Oracle per le imprese resterà WebLogic (con OC4J sempre più avviato verso il declino); entrambe le soluzioni condivideranno una consistente base comune di codice. Per le soluzioni portal, invece, Glassfish Web Space server e Sun Portal Server continueranno a ricevere supporto ma solo in vista di una migrazione definitiva ad Oracle WebCenter.

JDeveloper resterà prodotto di punta in ambito IDE ma non verranno abbandonati né l’Oracle Enterprise Pack for Eclipse, set di plugin per la celebre piattaforma di sviluppo, né tantomeno il nuovo arrivato NetBeans, inquadrato come soluzione più leggera, maggiormente aperta ai contributi della comunità, e con un maggiore focus sullo sviluppo per dispositivi mobili.

Doverosa la domanda finale: siete soddisfatti di quanto promesso o pensate che Oracle possa modificare i propri piani (a nostro discapito) nel breve-medio termine? Le vostre preferenze da sviluppatori resteranno le stesse?

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Commenti

1

Non credo ci saranno sostanziali di strategie per il db open source. Però penso a tutte le applicazioni e ai siti basati su MySql e inorridisco pensando ad una possibile migrazione.

Speriamo bene

# - postato da Maurizio - 01 Febbraio 2010 - 10:07

2

tra il dire e il fare… adesso aspettiamo la verifica sul campo.
il rischio è grosso perché sono in ballo non pochi pacchetti software estremamente importanti(OpenOffice, VirtualBox, Solaris,MySQL,Netbeans,Java mammammia!), open si, ma gestiti da comunità “deboli” in cui la maggior parte degli sviluppatori attivi erano dipendenti sun e le cui strategie sono sempre state poco limpide, ma è anche vero che sono già disponibili valide alternative aperte, per cui oracle non ha molto da manovrare: o investe e mantiene la testa dell’innovazione (per guidarla verso i propri prodotti, anzichè verso quelli microsoft o google) o lascia questi gioielli languire fino alla morte

# - postato da devsmt - 01 Febbraio 2010 - 11:12

3

Direi che se si terminasse l’uso di mysql sarebbe solo un bene ma il resto sarebbe un grave danno per l’open source.
Direi però che, chiacchierando con qualche “altolocato” Oracle non ci siano proprio venti di grossi cambiamenti, sicuramente qualche cambiamento ci sarà ma sarà marginale.

# - postato da lordmax - 01 Febbraio 2010 - 11:43

4

Non oso pensare se fra qualche tempo il futuro di MYSQL non venisse piu’ ad essere garantito o se Oracle ci mettesse sopra le sue manacce … beffa nella beffa per tutte quelle aziende che non trovano nessuno che lavori su Oracle nemmeno a pagarlo ORO le quali costrette ad un passaggio a MYSQL dettato dal mercato hanno investito gran soldoni per ritrovarsi nuovamente nella stessa condizione di partenza. Il solito gatto e/o cane che si morde da solo la coda. Ma la parola serieta’ esistera’ mai o prima in classifica sara’ sempre e solo quella profitto e marketing?

# - postato da sLa - 01 Febbraio 2010 - 12:58

5

Solo quella del profitto….
Il marketing ò il suo motore, strumento e mezzo di vita….

# - postato da Ratamusa - 03 Febbraio 2010 - 16:53

6

Piccola correzione:

…..Il marketing è il suo motore, strumento e mezzo di vita….

# - postato da Ratamusa - 03 Febbraio 2010 - 16:56

7

[…] Dopo i fork di OpenOffice.org e MySQL sembra davvero che l’eredità di Sun, acquisita da Oracle ormai più di un anno fa, sia destinata ad avere un destino quantomeno travagliato. E a maggior ragione se Google ci mette del suo, con il successo di Android e ora con un’assunzione che, oltre a portare un indiscusso contributo di competenza, ha tutta l’aria di essere una mossa politica assai astuta. […]

# - postato da James Gosling lavorerà per Google | Edit - Il blog di HTML.it - 30 Marzo 2011 - 09:05

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